Tag archive

Mario Soldati

Mario Soldati, un curioso viaggiatore

in Riscoperte

“Quando sei nato tutti intorno a te ridevano e tu solo piangevi, lo scopo della vita è questo: che quando muori tutti intorno a te piangano e tu solo rida”. 110 anni fa a Torino nasceva Mario Soldati che disse questa grande verità in un’intervista per i suoi 75 anni, aggiungendo che la data di una nascita, ogni anniversario è un artificio.
E di artifici quest’artigiano della parola se ne intendeva, fu viaggiatore curioso e prolifico narratore che abbracciò l’arte in tutte le sue forme: scrisse romanzi, racconti, sceneggiature, documentari, diari di viaggio, piccoli classici come America Primo Amore e Lettere da Capri.

Mario Soldati (1906-1999) amava l’Italia tanto da trasferirsi negli Usa per evitare il regime fascista. Con una borsa di studio andò a insegnare alla Columbia University di New York ma il giovedì nero del 1929 spazzò via i suoi sogni d’oltre Oceano, primo fra tutti quello mai realizzato di diventare cittadino americano. Ripartì nel 1931 arricchito d’esperienze con le tasche ancora più vuote, tanto da dover lavorare come “working passeger” per tornare in Italia. E la nascente industria cinematografica lo aspettava in patria. Tutto gli capitò per caso: le condizioni familiari lo obbligarono a lavorare. Poteva scegliere tra l’ufficio stampa all’Olivetti e assistente regista alla Cines di Roma. La scelta fu obbligata, Olivetti ritirò l’offerta e Soldati disse addio alle macchine da scrivere per andare a fare il factotum alla Cines-Pittaluga mentre Mario Camerini girava Figaro e la sua giornata.
L’amicizia maturata con Mario Camerini lo porterà a far carriera sino a sceneggiare Gli uomini, che mascalzoni… nel 1932 e cinque anni dopo il Signor Max, grande successo con un giovanissimo Vittorio De Sica. Cacciato dal regime per un film sbagliato, Acciaio su soggetto di Luigi Pirandello, finanziato dal fascismo per celebrare la dittatura attraverso “la glorificazione del lavoro” secondo la stessa volontà del Duce.

Soldati si rifugiò in una piccola pensione sul lago d’Orta, dove scrisse, tra il ’34 e il ’36, i suoi primi libri. Il suo capolavoro resta il film Piccolo mondo antico del 1940, tratto dal libro di Antonio Fogazzaro interpretato da Alida Valli e Ada Dondini.
Anche se girò trenta film in trent’anni non finì mai di ripeterlo: “Ho odiato il cinema e continuo a odiarlo, l’ho fatto solo perché c’era il fascismo e non potevo né scrivere sui giornali, né insegnare. Occuparmi di film può avermi divertito, scrivere mi ha appassionato”.

La sua definizione di letteratura è viva e sofferta:

Scrivere è sempre una ‘recherche’,  è un ‘by-product’ che nasce senza che lo si voglia, quando tentiamo di sanare qualche dubbio che ci tormenta.

Nell’organizzazione della mostra sulle regioni per “Italia 61”, che celebrò i cent’anni dell’Unità d’Italia al Palazzo delle Esposizioni di Torino, costruito per l’occasione, Soldati dimostrò tutta la sua conoscenza della penisola. Testimoniata anche nel libro-reportage “Vino al vino” del 1968, tornato finalmente in libreria in versione integrale nella collana Oscar Mondadori.

Lavorando in televisione l’eclettico autore scoprì nuove potenzialità del piccolo schermo valorizzandone l’impatto sociale. Tra i suoi programmi va ricordato “Viaggio lungo la Valle del Po, alla ricerca dei cibi genuini” del 1957 e soprattutto la leggendaria puntata in cui Soldati fece conoscere agli italiani la salama da sugo di Ferrara. Ed è impossibile dimenticare “Chi legge? – Viaggio lungo il Tirreno” del 1960 con Cesare Zavattini.

Una curiosità: Soldati scrisse il suo epitaffio 42 anni prima della morte. Su un foglio alla fine delle riprese del film Era di venerdì 17 con Fernandel e Alberto Sordi appuntò: “Amò troppo la pace per credere di meritarla e strenuamente la fuggì. Ora è contento”.
Per uno strano scherzo del destino l’epitaffio porta la data del 18 giugno del 1957, un venerdì, esattamente 42 anni prima del giorno della sua morte. Questo grande e poliedrico artista dedicò tutta la vita a cercare di saziare il suo fortissimo desiderio di sapere:

La mia curiosità è su come si comportano gli esseri umani. Di continuo mi chiedo come mai ci sono tante contraddizioni nel mondo. E concludo puntualmente che questa apparente mancanza di logica nasconde una logica più profonda. Occorre scoprirla, di volta in volta.

Antonino Pintacuda

Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare il servizio e presentare annunci pubblicitari personalizzati. Usando il sito accetti questo utilizzo. Consulta la nostra Informativa sui cookie

Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare il servizio e presentare annunci pubblicitari personalizzati. Usando il sito accetti questo utilizzo. Consulta la nostra Informativa sui cookie

Chiudi