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Mafie

Dove si è nascosta la mafia?

in Politica & Società

Attilio Bolzoni ha lanciato al principio dell’anno il suo blog Mafie, uno spazio dedicato all’analisi sulla criminalità organizzata non solo siciliana, ma anche sulla camorra e sulla ‘ndrangheta. Uno spazio di riflessione nell’anno del venticinquesimo anniversario dell’estate siciliana del 1992.

Dove è? Dove si è nascosta? Dove la dobbiamo cercare? «Io non so più come fotografarla perché non la vedo», dice Letizia Battaglia che con i suoi scatti l’ha fatta conoscere al mondo. Nel mezzo delle “guerre“, quando c’erano i morti a terra che diffondevano paura e allarme sociale. Durante i processi, quando i boss dietro le sbarre ne certificavano l’esistenza. E adesso, che non spara più e che qualcuno la dà perfino in via d’estinzione, dov’è la mafia? E’ destinata inesorabilmente a scomparire? Si è tramutata in un’élite che punta ad accorciare sempre di più le distanze fra mondo illegale e legale? Ogni epoca ha avuto la sua mafia, quella di oggi sembra una mafia senza più mafiosi. In questo 2017 cade il venticinquesimo anniversario di Capaci e di via D’Amelio. Il 1992, l’anno che ha cambiato tutto.
Dopo le uccisioni di Falcone e Borsellino la reazione dello Stato è stata, come mai prima, decisa e persistente. Ma alla repressione giudiziaria e poliziesca non è seguita un’analisi profonda capace di cogliere i grandi mutamenti delle organizzazioni criminali, in grado d’intuire per tempo quali sono state le loro scelte e i loro riposizionamenti nella politica, nell’economia, nella finanza.
Più ci si è allontanati dalle stragi e più le mafie hanno abbandonato la strategia della violenza e apparentemente perduto il loro potere, così di mafie in Italia se ne parla e se ne scrive sempre meno. E quando vengono raccontate sono le banalità a prevalere, i conformismi culturali, le pigrizie investigative. La faccia di Totò Riina non può più spiegare cosa sono diventate.

Hanno preso altre forme, si presentano con volti difficilmente collegabili ai vecchi padrini, hanno infranto definitivamente anche il tabù delle loro sovranità territoriali. Le mafie non hanno più un solo luogo. E se le inseguiamo con le categorie e gli schemi ai quali eravamo abituati – pensando che siano ancora quelle del 1992 – fra qualche anno non le troveremo più. Non sapremo più riconoscerle.

© Attilio Bolzoni – La Repubblica

Attilio Bolzoni, giornalista di “Repubblica”, scrive di mafie dalla fine degli anni Settanta.
Con Melampo editore ha pubblicato Uomini soli

(l’immagine è un particolare della copertina del catalogo Letizia Battaglia Anthology)

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