Il giglio di Sant’Antonio e i sogni degli innamorati

in Spilli

Una vita fa ho fatto il corrispondente in Uruguay per un quotidiano per gli italiani nel mondo. Mettendo ordine in un vecchio hard disk ho ritrovato tutte le puntate della mia rubrica “Diario Uruguayano”. Un reportage di dieci anni fa [AP]

Ecco, me lo sono beccato anch’io. Dopo un mese era inevitabile. Il “mal d’Uruguay” m’ha stretto nel suo amorevole abbraccio. Non vi preoccupate, niente di grave. È un mal d’amore, mi sono irrimediabilmente innamorato di questo Paese e non ho nessuna intenzione di abbandonarlo.
Il mio biglietto aereo mi guarda solenne, con la sua data nera stampigliata come monito: altri sessanta giorni e dovrò dirvi “arrivederci”.

Ho ancora sessanta preziosissimi giorni per conoscere quella che fu la Banda Oriental. Quando ero in Italia ho cercato invano una guida turistica, anche solo per farmi un’idea di dove stavo andando.

Niente, solo pagine bellissime su internet ma nulla che potessi portarmi nella bisaccia.
Allora rimedio subito a questa mancanza. Qui il “verano” è giunto alla sua maestosa conclusione, oggi e domani sono due giorni rossi, rossissimi.
Montevideo è un deserto colorato, l’attesa culminerà nella sfilata conclusiva che tracimerà lungo le arterie principali della città.
Domani con il martedì grasso giungerà a termine anche il Carnaval 2007, la murga, i tamburi, i coriandoli e i costumi colorati lasceranno spazio alla riflessione e alla preghiera in attesa della Pasqua di Resurrezione.
Abbiamo approfittato della bella giornata di ieri per visitare Maldonado, uno degli altri 19 departamentos della Repubblica Orientale dell’Uruguay.

Lo stemma del dipartimento raffigura una balena che spruzza, facendo capolino sull’Oceano in un bellissimo tramonto.
Qualcuno m’ha fatto notare che nelle puntate del mio diario utilizzo troppo spesso aggettivi colmi d’entusiasmo. Se questi miei amatissimi critici venissero qui andrebbero in deliquio da superlativi.

Come si può reagire nel vedere il Rio de la Plata che si sposa con l’Oceano Atlantico? Una linea netta confonde i geografi, il Rio perde il suo manto marrone per diventare d’un profondo azzurro.
E le stelle? Dopo il crepuscolo il cielo s’illumina di estrelle, una parola dolcissima che si pronunzia estrecie…
Ed ecco che la zona balneare c’incanta con le sue spiagge pulitissime e gratuite. Non esistono gli stabilimenti: il mare è di tutti, nessuno escluso.

A Maldonado mi sono sentito a casa, sarà che sono cresciuto cullato dalla dolce ninna nanna di mia madre che invocava sempre Sant’Antonio da Padova. Una nenia leggera che conciliava sonno e sogni.

Ed ecco che a Maldonado trovo una candida cappelletta sul Cerro San Antonio in cui ritrovo la statua del santo di cui porto il nome. Proprio lui, nella rappresentazione iconica in cui sempre l’ho conosciuto. È stato come incontrare un vecchio amico, avevo voglia d’abbracciarlo ma la mia attenzione era tutta per gli ex voto che gli tenevano compagnia. Segno tangibile della devozione uruguayana.

C’era perfino un’acchiappasogni, una di quelle retine adornate con piume e sassolini che, secondo i Nativi americani, permettono di catturare meglio i nostri sogni.
Leggiamo nell’enciclopedia geografica che arricchisce il sito di Montevideo: «Il Cerro San Antonio, chiamato anche Cerro del Inglés. Si trova a Piriápolis, nel dipartimento di e Maldonado. È posto a 130 metri dal livello del mare. Sulla cima si trova il tempio di San Antonio, all’interno del quale si trova la statua del santo in terracotta, arrivata da Milano».

Ha un viso dolce Sant’Antonio, veglia sui sogni degli innamorati. Anche qui le ragazze – e sono certo che lo fanno anche i giovanotti – si votano al santo per trovare l’anima gemella. Spesso e volentieri le preghiere danno i risultati sperati. Credetemi, è commovente leggere “Gracias por nuestro amor” e vedere una scarpina da neonata lasciata lì a fugare ogni dubbio sul frutto di quell’amore bello e puro. L’ho detto anche a Maria, la mia fidanzata, tornerò con lei al Cerro per lasciare anch’io il mio ex voto.

Anche in Sicilia le ragazze sgranano rosari e si votano al santo di Padova.

Sant’Antonio, puro come un giglio, anche in Uruguay continua ad essere amato.
Sempre nel Cerro sorge una vergine stilizzata, la Vergine dagli Alpini, costruita nel 1972 in onore del Presidente Ugo Merlini. Ricostruita nel 1991 in ricordo del Cav. Rinaldo Testoni, con la collaborazione degli Alpini di Casale Monferrato.
Due pezzi d’Italia sorvegliano i sogni dei nostri fratelli uruguayani.