Cinema Zak | Che giudizio dare del nuovo IT?

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Marco Marincola – Diamo per scontato tutto il dibattito sulla trasposizione di un’opera da un mezzo a un altro e sottolineiamo solo una cosa: un regista può usare lo spunto di un romanzo per sviluppare un suo tema o può scegliere un solo tema da un’opera particolarmente ricca, dando così un suo taglio.
Scomodiamo Kubrick, che spesso ha fatto operazioni simili.
Certo, Kubrick era Kubrick e, nel suo caso specifico con Stephen King, Shining non era IT.

Andy Muschietti se la prende con un romanzo ENORME, ricchissimo, lungo e complesso. Fa però un’operazione molto onesta: taglia tutto ciò che non gli interessa e si concentra su un tema. Facendo ciò si condanna all’ira di milioni di fan che nel romanzo hanno trovato altro e che non troveranno nel film le stesse cose. Però si lascia aperta la possibilità di girare un buon film.
Dovendo capire cosa interessa raccontare a Muschietti (e giudicarlo in merito), andiamo a vedere le differenze fondamentali. A me pare che sia una: la parte da “bella addormentata” di Beverly, che sostituisce il suo ripassarsi tutti i ragazzi della compagnia.
E credo che sia proprio questa la chiave: che non sia solo una scelta dovuta al moralismo dei nostri tempi, ma anche una necessità dovuta al taglio dato alla pellicola: quello non posso mostrarlo perché è esattamente il tema (il solo tema, praticamente) di cui sto parlando in metafora, e spiattellarlo sullo schermo sarebbe volgare e inelegante per la narrazione. Nel libro c’è perché i piani di lettura sono anche altri e sottolineare quell’aspetto non lo appesantisce troppo, poi la sottolineatura che può avere sulla pagina scritta non è pesante come quella su schermo; qui non sarebbe stato possibile risultare altrettanto appropriati.

Il tema del film è chiaramente la sessualità, e in particolare lo sbocciare della sessualità femminile (e ringrazio il mio compagno di visione per avermi fatto riflettere su un paio di elementi). Non solo quello che significa per lei, ma anche quello che significa per i ragazzi attorno a lei.
Il sangue e il colore rosso sono ubiqui; una delle scene più forti mantenute dal libro è proprio la visione di Beverly (non tutte le versioni di It sono mantenute).
La scena del bagno è chiaramente il menarca e, per chi non lo volesse capire, prima del sangue si parla di un rapporto romantico con un ragazzo e quindi di sessualità prima infantile, a distanza, ingenua, anonima… e un attimo dopo, senza preavviso, dirompente e traumatica. Il suo saluto è una donna che lascia i suoi affetti di bambina ed è sottolineato con il sangue che lei lascia sul volto di Billy.
Pennywise non ha altri colori, a parte il fondo argenteo e candido, se non il rosso. Rossa è anche la maglietta di Henry quando cade sotto l’influenza di It.
Il resto non ha la stessa forza. Da questo punto di vista il film funziona molto bene ma non è esente da sbavature.

Forse avrei apprezzato un uso più marcato del rosso, ma sarebbe stata una scelta veramente radicale (in fondo risalta già abbastanza, ma accidenti, Andy, osa!).
Ci sono cose non strettamente necessarie (al film) presenti giusto per “fare atmosfera” che si sarebbero potute tagliare o a cui si sarebbe potuto dare conseguenze più rilevanti all’interno della storia, come ad esempio la scomparsa di Patrick che non sembra avere effetti sui suoi amici bulli o su altri se non sulla madre che appende con aria quasi indifferente il cartello “missing”.
Manca (ma con un taglio del genere sarebbe stata intollerabile per il politically correct hollywoodiano) la questione dell’omosessualità nel gruppo dei bulli.
Ci sono, accanto a inquadrature molto efficaci, utilizzi del framing molto interessanti come il passaggio da inquadrature dritte a inquadrature oblique per sottolineare la perdita di centro (sicurezze, equilibrio emotivo,…) del personaggio ma che non sono usati con consistenza lungo il film.

Insomma, film buono (avrei detto ottimo fosse stato un po’ più coraggioso e coerente con le sue scelte stilistiche) e adattamento intelligente, nonostante lasci fuori molte cose e in particolare quelle a me più care del libro; mi chiedo come sarà il raccordo con il secondo, soprattutto a livello di tematica: lì si giocherà tutto.

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